7 Settembre 2021 antea

Stop alla concorrenza sleale nelle vendite online

Le vendite online si apprestano ad essere regolate in maniera ancora più precisa.
La riforma europea sul commercio elettronico, di recente approvazione, è infatti entrata in vigore il primo luglio scorso. Fra i principali obiettivi del provvedimento quello di regolamentare le attività di vendita riconducibili ai paesi extra-Ue.

Fino ad oggi infatti l’esenzione del pagamento delle imposte e dei dazi doganali per beni di valore inferiore a 22 euro aveva favorito movimenti di merce di modesto valore, il cui valore aggregato supera però, secondo le attendibili stime del Financial Times, i 5 miliardi di euro annui.

Con la riforma europea si armonizzano le condizioni fiscali: i venditori esteri da oggi dovranno applicare l’aliquota IVA del paese di destinazione, con tutte le implicazioni e gli obblighi fiscali che ne derivano.

Una buona notizia quindi per gli e-commerce italiani, che potranno quindi operare in un mercato in cui le condizioni sono uguali per tutti, potendosi focalizzare maggiormente sulle caratteristiche e la qualità del prodotto offerto piuttosto che sul mero prezzo di vendita.

Finisce quindi progressivamente l’era in cui il web era, fiscalmente parlando, la terra di nessuno e in cui paesi come la Cina (ma non solo) potevano avvantaggiarsi di condizioni che di fatto li rendevano players non equi nel panorama commerciale digitale.